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Monday, May 21, 2012   Bookmarks

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© Copyright - Portale istituzionale della Regione Umbria per il Turismo, Ambiente e CulturaAppena fuori dal centro abitato di Todi, immersa nella verde campagna, in superba posizione panoramica, si incontrano le perfette forme geometriche della Chiesa di Santa Maria della Consolazione. L’impianto della Chiesa è a croce greca, con tre absidi poligonali ed una semicircolare (posta a nord) coperte da catini semicircolari finestrati ed elegantemente decorati.

All’incrocio dei bracci, una slanciata cupola poggia sui quattro pilastri angolari per mezzo di pennacchi ed arconi decorati a rilievo; le absidi sono coperte da volte semicircolari finestrate aventi costoloni rastremati, elegantemente decorati. L’esterno si presenta con lesene in doppio ordine con capitelli corinzi, poste negli spigoli, unite da basamenti e cornici in articolato aggetto. L’ordine superiore, contrariamente al rigido inferiore, risulta movimentato da finestre con frontoni triangolari e curvi, alternati. Al di sopra delle cornici, le semicalotte di copertura delle absidi raccordano i bracci ad una terrazza quadrata balaustrata: agli angoli di questa sono poste quattro aquile, simboli della città di Todi, opera di Antonio Rosignoli. Dalla terrazza si eleva l’alto tamburo attribuito a Francesco Casella, la cui superficie è scandita da finestre (realizzate su disegno di Valentino Martelli nel 1578) alternate a nicchie; su di esso poggia l’ampia cupola con lanterna a coronamento del volume. Al centro delle tre absidi poligonali si aprono altrettanti portali, di epoca successiva alla Chiesa; quello ad oriente è barocco, quello meridionale risale al 1713 e quello ad ovest, datato 1846, è opera del Poletti.

© Copyright - Portale istituzionale della Regione Umbria per il Turismo, Ambiente e CulturaLa Chiesa di San Fortunato è situata nel centro di Todi. Con la sua posizione emergente all’interno delle mura, e il campanile ben visibile a chi entra da Porta Romana, domina e caratterizza il profilo dell’insediamento medievale. Giunti a Piazza della Repubblica, si scorge su un lato un’ampia scalinata seguita da giardini terrazzati che hanno come fondale l’incompiuta ma imponente facciata della Chiesa. La Chiesa presenta un impianto a sala a tre navate divise in quattro campate con cappelle laterali, con l’abside poligonale in corrispondenza della navata mediana ed una cappella “gregoriana” sul prolungamento della navata di destra. L’individuazione delle alte navate è data da pilastri fasciati da semicolonne coronate da capitelli, che sorreggono le volte a crociera ogivale. Ai lati della Chiesa si aprono una serie di archi a sesto acuto che immettono alle cappelle, al di sopra delle quali si mostrano delle grandi bifore. L’abside, con una volta a costoloni sorretti da semicolonne decorate con capitelli, è particolarmente luminosa grazie a cinque eleganti aperture a forma di bifore e monofore. Il fronte principale è chiaramente incompleto nella parte superiore, dove è ancora visibile il paramento murario, terminante a forma di timpano concluso da due brevi tratti rettilinei.

La sezione inferiore è scompartita da cinque paraste (pilastri leggermente sporgenti dalla muratura) poggianti su un alto basamento, e si apre in tre maestosi portali corrispondenti alle tre navate interne. Di particolare pregio è il grande portale centrale, l’unico ad arco acuto: fasci di colonnine con capitelli ornati da bassorilievi rappresentanti santi e profeti e decori vegetali sostengono archi concentrici. Ai lati del portale vi sono due piccole edicole con l’immagine della Vergine a destra e quella dell’Arcangelo Gabriele a sinistra, quest’ultima attribuita a Jacopo della Quercia. In fondo al fianco sinistro della Chiesa, il campanile, leggermente ruotato rispetto alla Chiesa, con la sua mole, funge da polo e meta architettonica dei principali percorsi. A pianta quadrata, si erge maestoso con la cella campanaria dotata di trifore, contenente cinque campane e sormontata da un’alta cuspide piramidale. Sotto la Chiesa vi è la cripta, accessibile dalla Chiesa, che conserva un monumento sepolcrale dove sono custodite le ossa di Jacopone da Todi. All’interno della Chiesa si possono ammirare affreschi trecenteschi di scuola giottesca ed il coro ligneo del 1590 realizzato da Antonio Maffei, che circonda un elegante altare in pietra. La realizzazione della Chiesa fu voluta dal francescano Matteo d’Acquasparta della famiglia dei Bentinvenga che si trovava allora ai vertici della gerarchia ecclesiastica con il titolo di cardinale.
 

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