Prenotazione Hotel a Perugia
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| | | |      Monday, May 21, 2012 
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Benvenuti a Perugia
La città
Perugia denominata città “augusta”, imperiale, per la sua storia, per i monumenti e per la cultura. I primi insediamenti risalgono al IX secolo a.C. Dal VI a.C. si struttura la città con un impianto che realizza quel connubio tra città e colle in un mutuo adattarsi nel corso dei secoli, conoscendo la massima espansione nel Medioevo. Perugia etrusca, una delle dodecadopoli più importanti, dotata di possenti mura, si sviluppa collegando colle Landone e colle Sole. L’Arco etrusco e gli ipogei di San Manno e dei Volumni sono testimonianze eloquenti.
Nel I secolo a.C. è sotto i Romani: nel 40 la città è incendiata in seguito agli avvenimenti della guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio; conosce un restauro e una crescita edilizia sotto lo stesso Ottaviano che per sottolinearne il dominio la chiamerà ‘Augusta Perusia’. In epoca paleocristiana si definisce l’espansione fuori le mura. Nel 548 Totila la distrugge.
Dopo la dominazione bizantina, nel XII secolo nascono le autonomie comunali: si assiste a un radicale riassetto sia urbanistico, assumendo la forma stellare ed edificando quelli che sono i gioielli cittadini come il Palazzo dei Priori e la Fontana Maggiore, sia amministrativo, stutturando quella cintura di borghi fortificati. Palazzo dei Priori che ancora oggi caratterizza il paesaggio. Nasce la prestigiosa Università. Segue una stagione tumultuosa sotto il controllo di diversi Signori, da Biordo Michelotti a Braccio da Montone. Nel 1425 la città si sottomette alla Chiesa, a governare è in realtà la cripto-signoria dei Baglioni.
Del 1540 è la “guerra del sale”: la costruzione della Rocca Paolina è il segno della sconfitta, il quartiere dei Baglioni è distrutto e in parte inglobato nella fortezza. Le tensioni con la Chiesa restano una costante: nel 1859 la città è saccheggiata dalle truppe papaline in risposta all’insurrezione popolare che aveva portato alla parziale distruzione dell’odiata Rocca.
Camminando tra le pittoresche vie del castello di Ripa, che risale al XIII secolo ed è caratterizzato da mura esterne circolari, si giunge nella piazza principale dov'è conservato un affresco del 1300 che ritrae la Madonna delle Grazie. È in queste strade che si svolge il “Palio Arnense”, frutto di una attenta ricerca d'archivio che ripropone momenti di vita del contado perugino di fine Rinascimento, epoca tra le più significative per la bellezza e la raffinatezza dei costumi, riproposte negli abiti indossati dagli oltre cento figuranti che partecipano al corteo storico. Il castello, opportunamente imbandierato e illuminato, mostra la sua antica bellezza ai visitatori che affluiscono durante le quattro giornate della manifestazione.
L'imponente campanile della chiesa parrocchiale è considerato il simbolo di Civitella d'Arna. Dalla sua sommità, si può ammirare un panorama davvero splendido, che spazia a 360 gradi su Assisi, Spello, Trevi, Spoleto, Bettona, Brufa, Torgiano, Perugia.
La festa delle Campane prende spunto dal diario che il parroco don Francesco Baldelli scrisse sin dal suo primo giorno a Civitella d'Arna, nel 1846, e che racconta, nei minimi particolari, la “cerimonia” della fusione delle campane, avvenuta nel convento dei Padri Filippini nel 1850. La rievocazione storica viene rappresentata nella serata conclusiva della festa, nei primi giorni di settembre. |
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