Benvenuti a Vercelli
Luoghi di interesse
Quattro passi per Vercelli… la prima visita si dedica al simbolo della città, la Basilica di S. Andrea. Costruita fra il 1219 ed il 1227 su volere del Cardinale Guala Bicchieri, rappresenta uno splendido esempio di fusione tra lo stile romanico lombardo – emiliano e l’architettura gotica d’oltralpe. Le strutture del gotico puro esaltano il maestoso interno a tre navate con un altissimo transetto; sull’abside è sistemato un prezioso coro ligneo del 1511. In sacrestia si conserva un crocifisso ligneo dipinto del XIV secolo. La basilica ospita una delle più belle sale capitolari d’Italia, e un chiostro rettangolare con cornici in cotto e pitture dell’inizio del ‘500. La sala capitolare ha inoltre una notevole valenza storica, infatti nel 1310 fu teatro della sigla di pace tra guelfi e ghibellini vercellesi alla presenza dell’imperatore Enrico VII.
Proseguendo l’itinerario si raggiunge Piazza S. Eusebio, dalla quale si prospetta la solenne mole del Duomo. La Cattedrale di S. Eusebio ha origine antichissime, infatti i sarcofagi pagani e le sepolture cristiane ritrovate risalgono ad un periodo che va dal II secolo d.C. alla prima metà del VII secolo. Eretta come Basilica Cimiteriale con probabilità dallo stesso S. Eusebio, subì nel corso dei secoli numerose modifiche. Attualmente la Cattedrale si presenta con un’imponente facciata settecentesca con atrio neoclassico, grazie all’opera di Benedetto Alfieri. Il grandioso interno a croce latina è diviso in tre navate; al centro della maggiore, nel presbiterio, è appeso il magnifico Crocifisso in lamina d’argento, realizzato tra il 999 ed il 1026. Uscendo dalla Cattedrale si opera una scelta per la tappa successiva fra il Museo del Tesoro del Duomo, situato alle spalle del Duomo; il Museo Camillo Leone, che ha sede nei pressi di Piazza Cavour, ed il Museo Francesco Borgogna, ubicato nell’omonima via.
L’artigianato in Valsesia si può definire decisamente artistico, grazie ad un talento e ad una creatività, figli della tradizione che ha avuto origine nel XV secolo nel cantiere del Sacro Monte di Varallo. Qui, accanto ai grandi artisti, ha operato un folto gruppo di falegnami, fabbri, vetrai, scalpellini, stuccatori che hanno saputo tramandare la loro abilità di generazione in generazione, facendo di questa fantasiosa operosità un tratto del carattere valsesiano, come conferma anche don Luigi Ravelli nella sua celebre “Guida della Valsesia”.
Nel corso dell’800, il valore dell’artigianato viene riconosciuto anche grazie all’istituzione di enti come la Società d’Incoraggiamento allo Studio del Disegno in Valsesia e la Scuola Barolo, con il laboratorio di scultura in legno, animate dallo scopo di formare i giovani.
La Società Operaia di Mutuo Soccorso, fondata nel 1859, è ancora oggi impegnata in prima linea nella tutela e nella valorizzazione dell’artigianato tipico valsesiano. La SOMS gestisce la Bottega dell’Artigianato, punto vendita dei prodotti locali, che ha sede a Varallo, garantisce l’autenticità dei manufatti e fa sì che le antiche tecniche, tra cui puncetto, scapin valsesiano, intaglio del legno, terracotta, pirografia vengano tramandate, attraverso l’organizzazione di corsi.
|
|