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Gastronomia
Anche l’asparago violetto d’Albenga entra di diritto tra le specialità più superbe e raffinate della Grande Cucina, non soltanto ligure. Particolarmente apprezzato in numerose preparazioni (specialmente quando è considerato “pregiata primizia”), appare al posto d’onore nei menù dei migliori ristoranti, anche fuori regione.
Una delle più ghiotte specialità della gastronomia della Riviera ligure delle Palme è senza dubbio il carciofo spinoso d’Albenga. Opportunamente privato delle dure foglie esterne – facendo attenzione a non pungersi – questa particolare varietà di carciofo è l’unico della grande famiglia che si può gustare in pinzimonio, “toccato” in buon olio d’olivo extravergine, aceto, sale e, volendo, pepe.
I carciofi “nostrani” sono pure particolarmente apprezzati “panati” e fritti, nella classica torta pasqualina di carciofi, ma anche fatti andare in umido con l’agnello o meglio ancora con il capretto pasquale. La sorpresa più inattesa nella provincia di Savona, unica dell'intera Liguria, è la seducente presenza del tartufo. A pochi chilometri oltre il Colle di Cadibona, in quell'estremo propaggine meridionale delle Langhe Cuneesi compresa tra i Comune di Cairo Montenotte, Millesimo, Carcare e Dego - specie nel bosco di Santa Giulia - è possibile trovare il “il tartufo nero”.
Il Tartufo nero è parente più o meno prossimo di quello di Norcia e addirittura di quello del Perigord, onore e vanto della cucina francese, ma anche quello bianco ancor più profumato, detto anche d'Alba, da tagliare, giudiziosamente, in una pioggia di lamelle sottili, di piccoli petali. Un'attrazione gastronomica in più oltre quella dei funghi, autentica “follia” collettiva d’autunno, per residenti ed ospiti, negli splendidi boschi di castagni e faggi. |
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