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Tuesday, February 07, 2012   Bookmarks

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© Copyright - Assessorato al Turismo Provincia di RiminiArco d'Augusto costruito nel 27 a.C. per decreto del Senato Romano per onorare Augusto per aver restaurato la via Flaminia e le più importanti strade d’Italia. Il monumento oggi si presenta isolato, come un grande arco trionfale, ma in origine era inserito nelle mura della città fra due torri lapidee più antiche in opera poligonale come i brevi resti di mura ancor oggi visibili in basso ai suoi fianchi, resti che appartengono alla prima cinta muraria della Rimini romana (III secolo a. C.). Si trattava di una porta urbica e fino al 1936, affiancata da edifici di modesta qualità, ha assolto a questa sua originaria funzione. L’arco è indubbiamente uno dei monumenti romani più celebri e importanti di tutta l’Italia settentrionale. E' ad un solo fornice, che per la sua lunghezza (quasi nove metri) non avrebbe mai potuto essere chiuso, fatto molto strano per una porta urbica.

© Copyright - Assessorato al Turismo Provincia di RiminiAttraversata la piazza e percorsa l’altra metà del corso d’Augusto, si esce dalla Rimini “romana” da un grande ponte a cinque arcate, in pietra d’Istria, che permette di scavalcare il Marecchia, l’antico Ariminus, il fiume che alla città ha dato il nome e il porto. Il ponte Tiberio è stato iniziato da Augusto e compiuto da Tiberio (14-21 d. C.), come risulta dall’iscrizione scolpita con leggere varianti sulle due fronti interne del parapetto. Segna l’inizio della via Emilia. La straordinaria solidità del ponte e la sua resistenza alle piene del fiume, molto frequenti e violente, sono dovute all’ottima tecnica impiegata dai suoi costruttori ed ai sottili accorgimenti a cui hanno fatto ricorso i suoi progettisti (per l’inclinazione dei piloni, disposti secondo la corrente); comunque esse hanno sempre destato grande meraviglia, fino a creare la leggenda del “ponte del diavolo”.
Ma l’opera, oltre che dal punto di vista tecnico, è veramente notevole anche da quello formale e non meraviglia che tanti artisti del rinascimento sia siano ispirati ad esso.

© Copyright - Assessorato al Turismo Provincia di Rimini Basilica Cattedrale "Tempio Malatestiano", autentico gioiello del Rinascimento italiano, voluto da Sigismondo Malatesta attorno alla metà del quindicesimo secolo, a perpetuare la gloria sua e della sua famiglia, trovò nel grande architetto Leon Battista Alberti il realizzatore geniale che tradusse in quelle strutture i più nobili canoni del classicismo. Il suo interno si ispira allo stesso ambizioso progetto artistico, con i bassorilievi e le decorazioni di Agostino di Duccio e di Matteo de' Pasti, l'ampio respiro delle alte arcate, le profonde cappelle laterali chiuse da belle balaustre marmoree, l'armonico equilibrio di ogni sua parte. Di particolare pregio: il crocifisso di Giotto, (reliquia della chiesa gotica francescana successivamente trasformata dall'Alberti), l'affresco di Piero della Francesca, i sepolcri di Sigismondo e della moglie Isotta, l'Arca degli Antenati, una grande tela del Vasari. Il recente ottimo restauro ha restituito all'interno monumentale i suoi colori e il suo splendore. Il Tempio Malatestiano è la chiesa cattedrale di Rimini.
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Del Castel Sismondo fatto costruire nel Quattrocento da Sigismondo Pandolfo Malatesta, è superstite il solo nucleo centrale. Sigismondo ne iniziò la costruzione il 20 marzo del 1437, penultimo mercoledì di quaresima, alle ore 18.48 giorno, ora e minuto probabilmente erano fissati da un oroscopo predisposto con cura dagli astrologi di corte. Ne proclamò la conclusione “ufficiale” nel 1446, un anno per lui particolarmente fortunato: ma in realtà vi si lavorava ancora nel 1454. Il castello fu concepito come palazzo e fortezza insieme, come degna sede per la corte e per la guarnigione e come segno di potere e di supremazia sulla città. Come architetto dell’opera fu celebrato dagli scrittori di corte lo stesso Sigismondo, che infatti se ne attribuisce la paternità nelle grandi epigrafi marmoree murate nell’edificio. Se per architetto intendiamo l’ispiratore, l’ideatore, il coordinatore, cioè un committente con esigenze e idee ben precise, allora possiamo accettare questa “attribuzione”. In ogni caso egli si è servito dell’opera di diversi professionisti e specialisti; abbiamo notizia di una importante consulenza eseguita a lavori da poco iniziati da Filippo Brunelleschi, che nel 1438 fu a Rimini per un paio di mesi e compì tutta una serie di sopralluoghi alle principali fortezze malatestiane in Romagna e nelle Marche. La costruzione conserva un notevole fascino, con le sue grosse torri quadrate e le poderose muraglie a scarpa, il cui effetto originario, quando si innalzavano dal profondo fossato, doveva essere formidabile; e Roberto Valturio non a torto le paragonava, per la loro inclinazione e la loro grandiosità, a piramidi. Per Sigismondo il castello doveva rappresentare visivamente la fortezza del potere, secondo un concetto ancora del tutto medievale, realizzato necessariamente in forme tradizionali, cioè più espressionisticamente pittoresche che razionalmente armoniche; come dimostrava la mutevole prospettiva delle torri, la compattezza delle cortine merlate, l’uso costante di archi acuti e di inserti lapidei e ceramici, lo sfarzo delle dorature e degli intonaci colorati in verde e rosso (i colori araldici malatestiani) documentati dagli scrittori.

© Copyright - Assessorato al Turismo Provincia di Rimini Chiesa di Sant'Agostino innalzata intorno alla metà del XIII secolo conserva dell’originaria architettura gotica, i fianchi, l’abside e lo svettante campanile; il rifacimento dell’interno si deve a Ferdinando Bibiena, che la progettò nel 1720 circa. Il Giudizio Universale, un potente affresco distaccato da questa chiesa, opera di un pittore riminese del XIV secolo detto il “Maestro dell’Arengo” si trovava nell’ampia sala dove si riuniva il Consiglio generale, Sala dell’Arengo, poi trasferito al Museo della Città in via Tonini.
Gli altri affreschi del ciclo – fondamentale impresa pittorica della scuola riminese del Trecento – sono visibili nella parte bassa del campanile e nell’abside di questa chiesa: quelli del campanile, che narrano la “Vita della Vergine” sono attribuiti dal Longhi a Giovanni da Rimini; quelli dell’abside sono riferibili al “maestro dell’Arengo” e ad un terzo non meno importante artista.

© Copyright - Assessorato al Turismo Provincia di Rimini Thalasso - Riminiterme, la forza del mare per il tuo benessere, stabilimento termale, collocato sulla spiaggia, direttamente sul mare. Ha fra i suoi punti di forza la talassoterapia che, dal greco Thalassa, significa cura del mare. Nel centro si utilizzano a fini terapeutici l'acqua, la sabbia ed il clima marino. L'acqua marina, contenendo tutti i 92 elementi semplici esistenti in natura che agiscono come biocatalizzatori di molte reazioni chimiche degli organismi viventi, può essere considerata la regina delle acque minerali. L'insieme di questi componenti consente trattamenti quali: idromassaggi, algoterapia, aerosolterapia. Dal 2001 utilizza per i trattamenti delle vie respiratorie anche l’acqua salso-bromo-iodica denominata Miramare. Da maggio 2002 sono entrate in fuzione tre nuove piscine termali per la riabilitazione, ginnastica e acquagym, tempo libero e idromassaggi biomarini; inoltre sono stati inaugurati un percorso vascolare a temperatura variabile e un centro di fangoterapia termale. Completano l'offerta i programmi benessere, remise en forme, massaggi fisioterapici, Trattamenti shiatzu, biorilassanti, trattamenti estetici, palestre fitness e lo stabilimento balneare.
 

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