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Ferrara, luoghi di delizia: Palazzo Bonacossi e Palazzina Marfisa d’Este
Non hanno il nome di delizie, tuttavia hanno un ottimo motivo per meritare un posto d’onore accanto al più celebre Palazzo Schifanoia. Alla fine del Cinquecento, Francesco d’Este, figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia, possedeva i tre palazzi che vennero resi comunicanti attraverso i rispettivi giardini costituendo un unico complesso residenziale, allora noto con l’appellativo di Casini di San Silvestro.
Palazzo Bonacossi, di cui si ricorda la torre merlata centrale, accoglie oggi il Museo Riminaldi dedicato all’arte antica, oltre a periodiche mostre di arte contemporanea. Palazzina Marfisa ha preso il nome dalla principessa, figlia di Francesco, che ereditò la villa e vi rimase con orgoglio anche dopo la Devoluzione della città al Papato, quando tutti gli altri membri della famiglia estense si trasferirono a Modena. Nel palazzo sono conservati pregevoli decorazioni a grottesche, affreschi e arredi antichi; da non trascurare la Loggia, costruzione adagiata nel giardino dove si tenevano concerti e rappresentazioni teatrali per la corte, sotto una fine decorazione a tralci di vite.
Voghiera, Delizia del Belriguardo Edificata nel 1435 per il marchese Niccolò III e modificata da ampliamenti successivi arrivò fino a contare duecento stanze, scuderie per duecento cavalli, ed era circondata da torri, mura e un fossato con acqua. Oggi, la struttura superstite è più modesta e così pure degli splendidi affreschi opera dei maestri ferraresi rimangono soltanto le decorazioni cinquecentesche a tema naturalistico del Salone delle Vigne, recentemente restaurate. Da fotografie aeree sono ancora leggibili le tracce del favoloso giardino che circondava il possedimento. La delizia si trova a Voghiera e accoglie l’esposizione dei reperti rinvenuti nella vicina necropoli romana di Voghenza.
Argenta, Delizia di Benvignante A San Niccolò di Argenta la villa quattrocentesca spicca a fianco della Statale Adriatica n° 16 con la sua torre merlata. Costruita da Borso per il suo segretario Teofilo Calcagnini, è oggi visibile solo dall’esterno (1464).
Portomaggiore, Delizia del Verginese L’edificio (1556) presenta quattro basse torri merlate e decori in cotto che si stagliano sul bianco neve dei muri; accanto è stato ricostruito un orto-giardino con varietà antiche di alberi da frutto(melograni, nespoli, gelsi, noccioli, pruni) e un roseto con piante insolite e rare. La storia della delizia è legata al nome di Laura Dianti, bella popolana amata dal duca Alfonso I, che da lui ricevette in dono la tenuta e che venne ritratta anche da Tiziano.
Mesola, Castello Estense È l’ultima delizia edificata dagli Estensi, voluta da Alfonso II per coronare le imprese di bonifica nel territorio deltizio di Ferrara (1578). Nei grandiosi progetti del duca, il castello della Mesola con il circostante borgo doveva crescere come centro portuale fino a divenire una nuova Venezia, ma l’impresa sfumò. Oggi la delizia è sede del Centro di Educazione Ambientale e ancora conserva un fascino superbo, dovuto alla fierezza militare delle sue quattro torri disposte in diagonale e all’eleganza della sua bassacorte semiottagonale. Poco distante dal castello si trova il Gran Bosco della Mesola, già territorio di caccia estense cantato dall’Ariosto e ora Riserva Naturale.
Vigarano Pieve, Delizia della Diamantina, il palazzo (1590), il cui nome proviene dal “diamante”, uno degli emblemi della casata estense, sorgeva in mezzo a una fertile pianura. Ampi granai, stalle, un orto e una torre colombaia testimoniano la vocazione agricola del complesso architettonico.
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