Benvenuti a Brisighella
Luoghi di interesse
Da visitare a Brisighella la Chiesa di Santa Maria degli angeli o dell'osservanza e la Collegiata di S. Michele Arcangelo con le opere del Palmezzano:
- la Madonna col bambino in trono, fra tre angeli e quattro santi;
- Il Padre Eterno;
- l'Adorazione dei Magi;
- Disputa di Gesù fra i Dottori.
Via del Borgo o degli Asini è una strada sopraelevata che riceve luce dalle caratteristiche finestre ad arco, di diversa ampiezza. Costruita probabilmente nel sec. XIV, rappresenta il più antico baluardo difensivo a protezione del borgo. In un primo tempo scoperta, la strada era camminamento di ronda e via di comunicazione, poi fu coperta e inglobata nelle abitazioni quando perdette la sua funzione di difesa. In seguito in questo quartiere abitavano i birocciai, che trasportavano il gesso dalle cave sovrastanti il paese, servendosi di asinelli, da cui il nome "Via degli Asini". Le stalle si trovavano di fronte agli archi mentre le abitazioni erano ai piani superiori. I carri da trasporto, “le birocce”, erano sistemate nei cameroni scavati nel gesso, che si aprivano nella piazza sottostante.
S. Maria degli angeli o dell'Osservanza risale come l'attiguo convento al sec. XVI, anche se fu rinnovata completamente nel sec. XVII, con una ricca decorazione di stucchi e statue. Alla costruzione originaria risale il portale d'ingresso in arenaria e la porta lignea, decorata con cordoni, trecce e rosoni. E' sormontata da una lunetta in terracotta che rappresenta l'Assunta tra voli d'angeli, dello scultore brisighellese Giuseppe Rosetti, “il Mutino” (1864-1939). Dello stesso scultore, il gruppo a tutto tondo della Pietà. L'interno, a una sola navata, con altari laterali a destra e cappelle a sinistra, conserva pregevoli opere d'arte tra cui la grande pala di Marco Palmezzano (1459 c.a.-1539 c.a.), discepolo di Melozzo da Forlì, che rappresenta la Madonna col Bambino e quattro Santi, eseguita nel 1520.
La Collegiata di S.Michele Arcangelo fu eretta nella seconda metà del sec. XVII, su disegno del fiorentino Gherardo Silvagni, e aperta al culto nel 1700. Un tempo due campanili laterali ornavano la facciata, ma furono lesionati dal terremoto del 1781, demoliti e mai più ricostruiti. Il portale in bronzo è opera dello scultore Angelo Biancini (1911-1988) su progetto dell'arch. Antonio Savioli.
Pieve in ottavo o del Tho è la chiesa matrice della nostra vallata, ossia l'unica dotata di fonte battesimale, dalla quale dipendevano tutte le altre chiese. Sorgeva sulla via Faentina, all’ottavo miglio dalla via Emilia e il primo documento che la menziona risale al 909. E' in stile romanico, ornata di archetti pensili ai lati, di una bifora nell'abside e di un semplice rosone sulla facciata. L'interno, con il tetto a capriate, è a tre navate separate da due fila di colonne con capitelli, tutti di recupero e diversi uno dall'altro.
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